MANDALA E YANTRA





Il Mandala è uno dei simboli più potenti del genere umano, associato alle religioni e filosofie dell’India e del Tibet. La parola Mandala (in sanscrito, l’antica lingua indiana) significa cerchio, circonferenza.
Il Mandala e lo Yantra appartengono rispettivamente alla filosofia Buddhista (Vajarayna) e alla filosofia Hindu (tantra).
Sono entrambi “strumenti sacri” che permettono di evocare l’aspetto sottile, energetico del cosmo o della divinità, utilizzati a scopo meditativo per lo sviluppo della consapevolezza o per il loro benefico influsso sull’ambiente orientati secondo i punti cardinali.
Il Mandala generalmente è una struttura circolare con una ricca iconografia, nella quale compaiono figure, luoghi e oggetti di complessa e minuziosa esecuzione, come ad esempio nella “Ruota della Vita”, sita nel monastero di Lamayuru in Ladak, nei mandala tibetani, in quelli nepalesi, oppure nei diagrammi cosmografici del Rajastan.
Alcuni Mandala sono creati con rituali da monaci in occasione di un iniziazione con l’ausilio di polveri o sabbie colorate; altri vengono dipinti su tessuti o soffitti, incisi su metallo o costruiti in modo tridimensionale, oppure creati dalla mente in quanto visualizzati durante la meditazione.
In qualsiasi caso, la struttura concentrica del Mandala riflette la configurazione dell’Universo esterno a noi e quello dell’Universo interno a noi. Concentrarsi sulla sua forma e sul suo contenuto è un ausilio alla preghiera e alla meditazione in grado di condurci fino alla perfetta sintonia con il Cosmo. Quindi il Mandala è uno strumento per raggiungere il benessere interiore ed un mezzo di orientamento del Sé.
Uno dei più importanti studiosi del mondo simbolico è C.G. Jung, che elaborò in maniera approfondita l’idea degli archetipi dell’inconscio collettivo, riconoscendo che anche la forma del Mandala ne faceva parte. Secondo Jung, il Mandala, in quanto espressione dell’umana esigenza di totalità e perfezione, può essere impiegato nella pratica terapeutica per la reintegrazione delle personalità dissociate.
Perciò, simboli e visioni particolari potranno allora essere iscritti all’interno della sua circonferenza allo scopo di mettere a punto proficue meditazioni e di condurre l’armonia tra il proprio Sé e il Cosmo.
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Lo Yantra è un diagramma geometrico, una delle più intense e importanti immagini che scaturiscono dall’arte della pratica del tantrismo.
L’etimologia della parola yantra deriva dalla radice ‘yam’ che significa sostenere, reggere o sorreggere che, in unione al suffisso “tra”, conduce in senso lato, al concetto di strumento di controllo e fissazione, quindi supporto per la meditazione.
La struttura dello Yantra si di differenzia da quella del Mandala poiché è costituito esclusivamente da figure geometriche e simboli stilizzati: cerchio, quadrato, triangolo, punto e fiore di loto, nelle quali possono essere inscritte lettere dell’alfabeto sanscrito (che simboleggiano l’essenza della divinità), e dalla caratteristica cornice quadrata (bhupur) con quattro proiezioni a “T”.
Lo Srhi Yantra, è considerato il più importante di tutti gli Yantra, lo Yantra per eccellenza (srhi è rapportato al concetto di splendore, magnificenza, maestà).
Attraverso il suo linguaggio si decifrano una serie di complessi rimandi simbolici che spaziano dal piano fisico a quello psichico, dal cosmico al religioso; ad esempio il principio maschile e femminile, personificati da Shiva e Shakti, vengono raffigurati attraverso triangoli con il vertice rivolto, rispettivamente verso l’alto e verso il basso.
Lo Srhi Yantra è una sorgente di energia suprema, dona pace, armonia, purifica e calma la mente.